L’affettuoso rito dello scambio estivo delle verdure

pubblicato in: Casalinghitudine | 0

L’ ”agricolo per caso”, cioè mio figlio, è entrato questa estate nella catena produttiva delle patate, nota risorsa locale, trovando un posto presso un’ affettuosa azienda agricola che si è lanciata per la prima volta in questa esperienza. Bypasso il fatto che ho stalkerato per settimane tutti gli agricoli di mia conoscenza – l’opzione estiva “vado a raccogliere patate così poi me ne vado al mare con i miei amici senza chiedervi i soldi e voi non mi rompete le palle” è sempre gettonatissima – , rimuovo lo stress di alzarsi ogni mattina ad orari immondi quando potrei dormire che so, oso, anche fino alle 7, per accompagnarlo al lavoro e dichiaro ufficialmente che trovo che stia facendo un’esperienza molto interessante. Torna sporco e felice, a volte parla pure e racconta del suo lavoro (e qui rasentiamo il paranormale) e soprattutto porta a casa patate. Mica scarti eh… Patate grosse come ghiaioni da fiume, che verrebbe voglia di fare gnocchi e purè tutti i giorni se non ci fossero 38 gradi. Naturalmente dopo quasi una settimana la situazione si è fatta un po’ critica: loggia di casa invasa dalle patate che si moltiplicano tipo ‘Invasione degli ultracorpi’. Abbiamo detto al neoagricolo che poteva bastare e cominciato a regalarne a parenti e amici: da qui è nata una simpatica catena che mi ha ricordato come è bello scambiarsi le cose, soprattutto il cibo, e poi portare in tavola qualcosa che…”Me l’ha dato Caio, viene dall’orto di Tizio, ho fatto uno scambio con Sempronio”. Questa settimana si sono svolti i seguenti scambi. Un sacco di patate è stato scambiato con un cesto di pomodori dell’orto della dada, che ormai non ne poteva più di fare conserve e insalate. Un altro lo abbiamo dato a Michele che siccome sta innaffiando l’orto di Alvin che è in ferie, ed quindi è autorizzato ad usufruire della produzione agricola, ci ha dato in cambio due enormi zucchine e due Cd di Marvin Gaye scaricati dal web. Il terzo sacco ha preso la strada della casa della signora Tina che è sommersa dalla produzione anomala del suo orto e ci ha regalato delle cipolle. Aspettiamo fiduciosi l’arrivo di angurie, peperoni e ravanelli. Noi, per le patate, ci siamo sempre.

Condividi

Lascia una risposta