Good saves umarells

pubblicato in: Humans of Budrio | 0

In mancanza di Humans of Budrio da intervistare, alla fine riuscirò a convincere i più recalcitranti, mi sono dedicata all’osservazione della popolazione budriese in generale, cui mi pregio di appartenere in qualità di ‘forestiera’ da ben vent’anni, e di alcuni budriesi in particolare, quelli che rientrano a tutti gli effetti nella celebrata categoria degli ‘Umarell’ . Very Humans of Budrio, l’Umarell è per definizione un pensionato, la cui età varia, a seconda delle leggi e dei contributi versati , dai 65 in su, con punte fino agli 80 e passa, visto la longevità della popolazione budriese.

A Budrio abbiamo 4.157 persone over 65 anni, fra uomini e donne di cui 1.857 uomini. Se consideriamo che di questi, 89 hanno un’età compresa tra i 90 e i 103 anni, possiamo affermare che di Umarell con le carte in regola ne abbiamo circa 1768 . Spaventoso. 1768 umarells sguinzagliati per Budrio dall’alba al tramonto in cerca di identità.

La vita dell’Umarell, se gode di buona salute, e ha ancora tanta energia da spendere può essere più complicata di quanto si pensi. Se è sposato, la prima cosa che gli può capitare al mattino è quella di essere sbattuto fuori di casa abbastanza presto. In genere l’Umarell si alza presto, diciamo verso le 5 – retaggio di una vita molto attiva e laboriosa – e alle 6 ha già fatto tutto quello che doveva fare. Colazione, abluzioni, lettura giornali ( l’Umarell aiuta ogni mattina l’edicolante a tirare su la serranda), radiogiornale. Alle 6.15 sta pestando perché vuole andare a fare la spesa e la moglie gli spiega paziente che i negozi sono ancora chiusi. “Mettiti in poltrona che ti porto un altro caffè e intanto guardi un po’ di televisione” . Lui obbedisce ma alle 7 dà già evidenti segni di insofferenza. La moglie, esasperata, gli mette in mano l’elenco della spesa, lo scontrino del lavasecco e un sacchetto di rusco e lo spedisce fuori di casa. “Si mangia alle 12.30!” gli urla giù per le scale e spera ardentemente di non vederlo rientrare prima di quell’ora. L’Umarell ha una lunga giornata davanti e non sa come far venire sera. Dopo aver fatto tutte le commissioni fa un salto al bar, dove trova gli altri Umarell impegnati in una partita a carta e si perde per un’ora a guardarli giocare. Rientra a casa alle 12 in punto e si mette a tavola. Mangia un cesto di pane in attesa del pranzo e poi esce a prendere il caffè. Alle 14 è di nuovo in casa, che ciabatta da una stanza all’altra mentre la moglie lava, stira, cuce e si organizza per la cena facendo finta di non vederlo ma trovandoselo continuamente fra i piedi. Nel pomeriggio, dopo un pisolino, fa un sopralluogo nel suo vecchio posto di lavoro disturbando i colleghi che ogni volta si chiedono come mai, uno che ha la fortuna di essere in pensione, possa aver voglia di tornare ogni giorno dove ha passato 40 anni di vita a lavorare. Un altro salto al bar a leggere la Gazzetta dello Sport e poi di nuovo a casa. Dopo cena si piazza davanti alla televisione, monopolizza il telecomando e si guarda tutti i telegiornali, anche quello del Trentino Alto Adige che è riuscito ad intercettare sul digitale. Seguono film, documentari, televendite, oroscopo e “Buongiorno Mosca” di cui non capisce una parola ma gli piace la conduttrice. Finalmente esausto va a letto, la moglie è crollata sei ore prima, ed attende la sveglia che suonerà da lì a poco annunciando una nuova lunga e produttiva giornata.
Fortunatamente non tutti gli Umarell consumano la loro giornata fra questi riti, altrimenti ci sarebbero molti più divorzi tardivi o casi di violenza domestica causati da donne esasperate.
Molti Umarell sono socialmente attivi, partecipano alla vita del paese e hanno scoperto una vocazione particolare. Non tutti gli Umarell infatti si dilettano a seguire cantieri, lavori in corso e a far imbestialire gli operai. Altri hanno scelto di rendersi utili in altro modo, e altri di accrescere la loro cultura.
Possiamo distinguere, ad oggi , quattro tipi di Umarell così classificati:
Umarella edilitius ( segue cantieri, lavori stradali, ristrutturazioni e demolizioni)
Umarell agrestis ( segue tagli di piante, raccolta frutta e ortaggi, contrattazioni agricole al mercato, semine, arature, compra e vendita di trattori e mietitrebbie)
Umarell socialis ( e’ iscritto a varie associazioni di volontariato ed è operativo agli incroci davanti alle scuole, nel trasporto di infermi, al bar dei centri sociali, nei musei)
Umarell budriensis. A questa categoria appartengono tutti gli Umarell sopra descritti, con la particolarità di operare sostanzialmente nel territorio budriese.
L’Umarell budriensis, sottocategoria aedilitius , staziona quasi sempre in piazza Filopanti con lo sguardo rivolto verso via Bissolati, pronto ad intercettare le squadre degli operai comunali in partenza per qualche missione. Ogni tanto si sposta nell’immediata periferia dove, per esempio, tiene sotto controllo da tempo il cantiere ex coop in piazza della Repubblica, cantiere che gli sta dando grossi dispiaceri perché è un anno che deve partire ed invece le cose stanno andando per le lunghe. Attende con ansia anche la partenza del cantiere del Bando periferie, un grosso lavoro che lo dovrebbe tener impegnato per i prossimi quattro anni: in ballo ci sono strade, piste ciclabili, marciapiedi e, se tutto va bene, il magazzino delle sementi. Molti Umarell aedilitius si stanno già consorziando per poter gestire l’intera operazione nel caso partissero più cantieri contemporaneamente. Al momento le cose più interessanti sembrano essere la costruzione e la demolizione della pista del ghiaccio, dove solo nel secondo anno di realizzazione, gli Umarell si sono sentiti in pronti a dare il loro contributo dopo aver capitalizzato l’esperienza dell’anno precedente” “Kal giaz lè l’è brisa bon!”, “Le trop cheld, le trop frad!”. “La sfradda la piaza. In tal palazz, la zant la mor ed frad! “. Per riuscire a finire il lavoro, il gestore della pista li ha portati tutti al chiosco di Stefano e li ha dovuti stordirli di vin brulè perché non ne poteva più delle loro interferenze.

L’Umarell budriensis, sottocategoria agrestis non si perde una potatura degli alberi. Quasi sempre ex agricoltore o giardiniere, nonostante gli sia stato detto più volte di tenersi lontano dalla gru, a distanza di sicurezza dall’area di caduta dei rami, l’Umarell agrestis staziona a naso in su , anche per ore, perché vuole essere sicuro che l’albero sia veramente malato o che venga potato bene. Il più delle volte si scansa all’ultimo momento prima che un ramo grosso come un palo della luce, gli piombi sulla testa. L’Umarell agrestis vive il suo momento di gloria durante Agribù quando è libero di scendere e salire su trattori e mietitrebbie in esposizione, smanazzare frenetico leve e volanti manco si trovasse al Motorshow. Partecipa a tutte le giornate di studio in programma: dalla coltivazione della patata a quella della barbabietola, visita le mostre pomologiche, quelle zootecniche, l’esposizione dei vecchi attrezzi agricoli e non si perde una tosatura delle pecore. Spesso aiuta ad accudire agli animali e quando torna a casa con il vestito buono pieno di paglia e peli di mucca, lo moglie lo ammonisce severamente. Poi riflette sul fatto che si è tolto dai piedi per 48 ore, e dopo averlo ripulito lo riaccompagna sorridente e comprensiva alla porta.

L’Umarell budriensis sottocategoria socialis ha il suo ufficio alla Magnolia o alla Bocciofila ma è sempre sul territorio per eseguire il suo mandato. Davanti alla scuola l’Umarell socialis fa attraversare i bambini con molto rigore e fulmina qualsiasi automobilista dia segni di impazienza dopo un’ora che aspetta di passare. L’Umarell, infatti, dopo aver fatto passare un gruppetto, se ne vede un altro che sta arrivando, ma è ancora all’altezza dell’incrocio con via Martiri antifascisti, o di via Beoroaldi, non molla la presa e prima di dare il via libera alle auto aspetta che tutti, ma proprio tutti siano passati. Anche quelli che sono appena usciti di casa. L’Umarell socialis è il terrore delle signore in Suv che tentano di sostare in doppia fila, dei furbi che occupano il posto dei disabili, di quelli che sfrecciano come pazzi in zona 30/H. Per questa ragione l’Umarell socialis gode di grande rispetto e considerazione da parte dei vigili che spesso se lo portano dietro come deterrente negli incroci più pericolosi. L’Umarell socialis è molto attivo anche nell’organizzazione di feste paesane, sagre, eventi culturali in piazza. Dalle cucine dello stand gastronomico al servizio d’ordine nei musei, l’Umarell socialis compie il suo lavoro per dedizione e professionalità. L’Umarell socialis fa molti corsi organizzati dalle associazioni. Dopo anni di studio sa salutare in inglese, fare decoupage e naviga su Internet, manda mail e ha aperto anche un profilo FB. Questo ultimo strumento social nelle sue mani diventa una mina vagante in quanto, inconsapevole delle sue potenzialità, spesso si trasforma da mite pensionato in pericoloso hater. Il novello navigatore condivide di tutto: dalla ricetta per le frittelle di riso alle fake news più inverosimili, così improbabili che neanche suo nipote di sette anni prenderebbe mai sul serio.

Ho un po’ esagerato, ho scherzato ma in questo umorismo c’è un fondo di verità. Fra gli Humans di Budrio, gli Umarell sono i più veri, genuini e veramente indispensabili attori della vita di paese; persone che potrebbero godersi la pensione e invece si impegnano quotidianamente per la loro comunità, anche solo osservando, tenendola d’occhio, non smettendo mai di volerle bene.

Perchè dietro un Umarell edilitius c’è un occhio vigile a cui non sfuggono situazioni critiche o di potenziale pericolo; perché un Umarell agrestis ha una particolare sensibilità per la natura e spesso conosce molte più cose di un operatore giovane ed inesperto; perché l’Umarell socialis protegge le fasce più deboli della sua comunità, i bambini, gli anziani, gli ammalati, le persone sole.

God save Umarells, patrimonio della Comunità.

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